Ho letto il vostro articolo su Equitalia,
pubblicato sul n. 6/2012 di Famiglia Cristiana, e l’intervista ad Attilio Befera
e ne prendo atto, pur non condividendo nulla di quanto scritto in ogni sua
parte.
Da lettore assiduo della vostra rivista, so che si
occupa autorevolmente della vita sociale italiana e spero che dopo l’intervista
ad Attilio Befera, purtroppo una delle tantissime, sia possibile di poter
fornire la sua versione a chi tutela le famiglie italiane da Equitalia e dai
suoi abusi.
Credo che il vostro servizio contenuto sul n.
6/2012 sia lacunoso e parziale, perché NON rappresenta la reale portata del
“fenomeno Equitalia” e il suo effetto devastante che, unito alla gravissima
crisi, sta distruggendo la società italiana, nell’indifferenza di
TROPPI.
Ho inoltre appena partecipato al vostro sondaggio
circa la questione fiscale e lo ritengo utile solo se coordinato con tutte le
differenti posizioni, soprattutto quelle di coloro i quali, per Equitalia, si
sono trovati senza casa e lavoro.
Mi permetto quindi di porvi alcune semplici domande
come spunto di riflessione.
Lo sapete che vi sono stati molti suicidi per
“vergogna” di imprenditori che NON riuscivano ad adempiere al debito fiscale
regolarmente denunciato?
Lo sapete che ci sono famiglie che sono spossessate
della propria abitazione per debiti tributari?
Lo sapete che Equitalia gode di procedure esecutive
particolari e differenti da quelle ordinarie?
Lo sapete che molte persone mostrano un
crescente disappunto nei confronti della nostra Chiesa per una sua
presunta latitanza su questioni come Equitalia e banche?
Lo sapete che Federcontribuenti ha elaborato un
progetto di legge per lo scioglimento di Equitalia presentato al Senato dal Sen.
Stefano Pedica, Presidente Onorario di Federcontribuenti?
Lo sapete che il viceparroco della mia parrocchia
–durante la rituale benedizione delle case di rito ambrosiano- mi ha comunicato
l’incredibile disagio morale e materiale di una parrocchia sita un quartiere
medioborghese di Milano?
Queste domande meritano risposte e non
promesse.
Vi comunico fin d’ora la massima
disponibilità ad interloquire con voi, perché è tempo di
rimediare al male in corso prima che sia troppo tardi, come ci impone
l’insegnamento del Nostro Divino Maestro.
Resto in ogni caso nell’attesa di vostro riscontro
e porgo cordiali saluti.
Avv. Mario Umberto Morini
Presidente di
FEDERCONTRIBUENTI LOMBARDIA